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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

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Immerso in un esame che non finisce più.. trattasi di Sociologia Economica, perso in concetti come disoccupazione strutturale, ciclica,  jobless  growth…

penso al mio presente ed al mio futuro… mentre leggo il testo Occupazione e Disoccupazione in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri di Enrico Pugliese ed Enrico Rebeggiani.

Il libro a volte si perde tra i numerosi dati riportati , importanti si, ma alle volte mi distraggono dal corso della storia che infligge al mezzogiorno sempre una triste sorte…

Concetti come il Dualismo, l’Italia divisa in due, si ripetono nel testo e col passare degli anni… fino ad arrivare ad oggi, settembre 2009, dove lo sfondo della new economy accende una piccola fiamma subito spenta da quei dati da me tanto odiati nel testo, ma questa volta dettati dai media..  

“Allarme rosso in materia di disoccupazione dei giovani, con il 25,2 % dei giovani dai 15 ai 24 anni senza lavoro (Eurostat 2006), la Grecia è seguita da Francia (22,6 %) ed Italia (21,6 %)”

Ora leggo che il testo che porterò all’esame di Sociologia economica è stato finito stampare nel settembre 2004… son passati 5 anni… potrei fotocopiare intere pagine è trascriverle con la data di stasera, 1 settembre 2009,

L´Italia, un eterno paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un centro-nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni”. Inoltre, i posti di lavoro del Mezzogiorno, in particolare, “sono in numero assai inferiore a quello degli occupati. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all´emigrazione”.

Dove sono le Istituzioni?

Dov’è lo Stato…?

Il presidente della repubblica ci consola con queste parole…

“Istituzioni facciano di più”. Deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra nord e sud deve essere corretto e superato: lo afferma Giorgio Napolitano in un messaggio allo Svimez in occasione della presentazione del rapporto 2009. “La crisi economica rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese”. Il lavoro della Svimez, prosegue il capo dello Stato, “offre un contributo importante allo sviluppo di un confronto nazionale”.

Speriamo che non sia solo una pacca sulla spalla… oltre al fumo speriamo che si arrivi alla brace

e poi sinceramente è noioso leggere sempre le stesse pagine di un libro!!!

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Secondo i dati economici la Cina ha superato il Pil della Germania nel 2007, attestandosi così come terza potenza economica mondiale alle spalle del Giappone e degli Usa.

Tutte le testate riportano:  “La Cina Cresce a ritmi vertiginosi”

Peccato che questa ascesa non si presenta anche a riguardo della famosa libertà d’espressione tanto amata dal nostro attuale premier italiano che forse accetterebbe anche il più estremo pensiero politico cinese importandolo qui in Italia… La Censura!!!

Oggi quasi tutti i paesi sbandierano libertà d’espressione.. ma le notizie che ci giungono ci fanno capire che poi tanta Libertà non c’è!!!

In questi giorni mi ha colpito un episodio che riguarda la regista Li Yu, sicuramente avrete già sentito la notizia..

Parliamo del film «Persi a Pechino»

La recensione del film de “la stampa.it” recita così:  

“..è uno dei primi film cinesi sul fenomeno epocale in corso in Cina oggi, le centinaia di milioni di persone emigrate negli ultimi 15 anni dalle campagne alla città, passaggio da un mondo quasi feudale a uno dove nessuna delle vecchie regole sembra funzionare più. Un film di critica sociale che qualche osservatore di stampo marxista definirebbe «necessario».

La trama è lineare, ma implacabile: due emigranti che scappano dalla campagna per cercare fortuna in città. Lui, Tong Dawei, trova un impiego come uomo delle pulizie, lei, Fan Bingbing, finisce in una sala di massaggi per i piedi, uno dei luoghi di relax cinese tradizionale, tornati di grande moda in questi anni. Il lavoro all’inizio va bene, ma poi Fan viene violentata dal suo padrone. Comincia la discesa verso la prostituzione, e si dipana la tragedia.”

Il problema è che il film è stato ufficialmente bandito dalle sale cinematografiche e al suo produttore, Fang Li, è stato vietato di produrre altri film per due anni.

Così può morire la Cultura… la Libertà…

Quando il film è stato presentanto per la prima volta in Cina, gli spettatori lo guardavano con attenzione meditando sui vari passaggi. Diverso l’atteggiamento degli spettatori occidentali… che consideravano il film una commedia.. ridendo per buona parte di quest’ultimo…

Ecco come gli occhi di due essere umani tanto uguali ma tanto diversi, abituati a pensare in due modi differenti, avendo due Libertà completamente diverse, si ritrovano ad assumere comportamenti dettati dall’alto non comandati come vorremmo dal proprio Cuore dal proprio Senso…

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In questi giorni di Mezza Estate mi fermo a riflettere… sulla scuola e la recente proposta della Lega Nord: Inserire il dialetto e tradizioni locali nelle scuole.

Mi viene da riflettere… ma la Lega conosce i problemi reali della scuola italiana?

 Molto bella la lettera di Claudio Magris pubblicata sul Corriere della Sera rivolta alla Gelmini, quest’ultima dice che si può prendere in considerazione la proposta della Lega… (che affermazione..!!!)

 Riporto di seguito qualche stralcio della Lettera di Magris:

Dante e Verga? Basta. Mi son de Trieste
Ministro, cambiamo i programmi: «El moroso
de la Nona» al posto della Divina Commedia

 La letteratura dovrebbe ad esempio esse­re insegnata soltanto su base regionale: nel Veneto, Dante, Leopardi, Manzoni, Svevo, Verga devono essere assolutamente sostitui­ti dalla conoscenza approfondita del Moro­so de la nona di Giacinto Gallina e questo vale per ogni regione, provincia, comune, frazione e rione. Anche la scienza deve esse­re insegnata secondo questo criterio; l’ope­ra di Galileo, doverosamente obbligatoria nei programmi in vigore in Toscana, deve essere esclusa da quelli vigenti in Lombar­dia e in Sicilia. Tutt’al più la sua fisica po­trebbe costituire materia di studio anche in altre regioni, ma debitamente tradotta; ad esempio, a Udine, nel friulano dei miei avi. Le ronde, costituite notoriamente da pro­fondi studiosi di storia locale, potrebbero essere adibite al controllo e alla requisizio­ne dei libri indebitamente presenti in una provincia, ad esempio eventuali esemplari del Cantico delle creature di San Francesco illecitamente infiltrati in una biblioteca sco­lastica di Alessandria o di Caserta.

Per quel che riguarda la Storia dell’Arte, che Michelangelo e Leonardo se lo tengano i maledetti toscani, noi di Trieste cosa c’en­triamo con il Giudizio Universale? E per la musica, massimo rispetto per Verdi, Mozart o Wagner, che come gli immigrati vanno be­ne a casa loro, ma noi ci riconosciamo di più nella Mula de Parenzo, che «ga messo su botega / de tuto la vendeva / fora che bacalà».

Grande Magris che con grande ironia riesce sempre a colpire nel segno!!!

Speriamo che la Gelmini non si lasci influenzare dalle strabilianti e Fantasiose idee verdi… e che continui ad intonare Fratelli d’Italia!!!!!

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“Gaetanooo! Gaetaaà…” Inizia cosi il film: Ricomincio da tre, con Lello Arena che chiama a squarciagola Gaetano (Massimo Troisi) fra i palazzi puntellati, di una Napoli appena ferita dal terremoto. Gaetano, 26 anni intrappolato in una città che non gli offre stimoli e prospettive decide di “Emigrare” andando a firenze da suo zio Antonio
 

“N’ata volta Firenze n’ata volta zio Antonio
 e pò nun part maje!” – incalza Lello –
“Se te dico cà parto parto! basta me sò scucciato.. ricomincio da tre”  (afferma
Massimo)                                                                                   

– “Da zero!” – (replica Lello) 
“Nossignore da tre! Cioè tre cose
 me sò riuscite ind’a vita e adda lassà pure chelle…” (risponde Massimo)
 

– “Attento Gaetà, chi parte sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca..” (replica Lello)
– “Azz è bella!, l’e fatte tu?” (Afferma Massimo) 
– “Si” – risponde orgoglioso Lello.

Così in modo molto schietto la comicità del grande Troisi metteva l’accento sui problemi del nostro sud.. mettendo a fuoco la situazione giovanile, le speranze, i sogni, il lavoro sempre più precario..

peccato che lo stesso film viene trasmesso anche oggi, luglio 2009, dove i telegiornali ci dicono che i giovani meridionali continuano ad emigrare al nord, FENOMENO CHE FA DEL MEZZOGIORNO ITALIANO UN CASO UNICO IN EUROPA, IN CUI LA CARENZA DI DOMANDA DI PROFESSIONI DI QUALITA’ SPINGE I MIGLIORI CERVELLI A CERCARE FORTUNA AL CENTRO-NORD!

Quindi meglio spostare la mia riflessione su BARNARD il quale riflettendo sulle organizzazioni ci dice che le motivazioni sono la chiave per capire come funzionano i processi collaborativi, quindi attraverso le motivazioni possiamo tra virgolette ricostruire
l’organizzazione…

Mi piacerebbe applicare questo discorso considerando la motivazione definita come una forza interiore che stimola…

Io credo che le nostre motivazioni possono far comprendere agli altri il contesto che viviamo, cosa ci stimola a tal punto… cosa ci condiziona.. che tipo di società ci circonda, quindi anche l’organizzazione.

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Eh si… è proprio tempo di Elezioni… ormai da questa mattina è finita la sfida per attaccare l’ultimo manifesto, è finito il tempo per promettere.. tutti hanno seminato.. parole parole ed ancora parole….

Mi piacerebbe ricordare il momento con il testo di una canzone del 1976 di Giorgio Gaber… LE ELEZIONI

Generalmente mi ricordo
una domenica di sole
una giornata molto bella
un’aria già primaverile

in cui ti senti più pulito
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni

chissà perché non piove mai
quando ci sono le ELEZIONI.

Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po’ a un esame
di cui non senti la paura
ma una dolcissima emozione,

e poi la gente per la strada
li vedi tutti più educati
sembrano anche un po’ più buoni

ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le ELEZIONI.

Persino nei carabinieri
c’è un’aria più rassicurante
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio
c’è un gran silenzio nel mio seggio

un senso d’ordine e di pulizia.
DEMOCRAZIA!

Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga, sottile, marroncina,
perfettamente temperata

e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire le emozioni

e faccio un segno sul mio segno
come son giuste le ELEZIONI.

È proprio vero che fa bene
un po’ di partecipazione
con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita
così perfetta è temperata…

io quasi quasi mela porto via.
DEMOCRAZIA!

Quando uno è al massimo del Pessimismo della Disperazione… c’è come una specie di tendenza a risorgere, a credere alla preziosa sensazione, che la nostra vita possa migliorare… Non sò se essere contento o diffidare dei momenti in cui mi riprende la Fiducia!

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Meglio Decidere INSIEME…? 

Vorrei riflettere sulle decisioni ed il legame con il TOYOTISMO, L’ISTITUZIONALISMO…

Forse è anche abbastanza evidente che nelle scelte di particolare importanza non si può fare a meno di decidere insieme: basti pensare alla vita di tutti i giorni,… abbiamo deciso insieme di sposarci, di avere un figlio e così via…

Oggi purtroppo in Italia si decide sempre meno “INSIEME”, dal settore istituzionale al settore organizzativo… e non ci rendiamo conto che in questo modo mettiamo in pericolo la qualità della nostra vita Sociale e Culturale…

Il “problema decisione”, infatti, riguarda non solo le grandi scelte, ma ogni scelta perché non è tanto questione di decidere quale sia la cosa migliore per noi o per la nostra società, quanto di tradurre in un concreto stile/modalità di vita un aspetto che costituisce l’essenza della stessa realtà sociale: l’unità degli individui. Tale unità, infatti, non si esprime solamente avendo momenti o ambienti comuni, ma più profondamente ed autenticamente, condividendo, mettendo se stessi con e nell’altro, per realizzare l’unità.

 Una domanda mi sorge spontanea come direbbe il grande Lubrano…

Perché gli altri Paesi riescono a parlare di Unità?

Come si fa, praticamente, a decidere insieme?

Secondo me bisogna mettere in comune ciò che si pensa, che si sente, ascolta e considerando allo stesso tempo con attenzione ciò che l’altro dice, la sua posizione. Dobbiamo partire dall’idea che l’obiettivo finale non è convincere l’altro della bontà delle proprie idee, ma arrivare insieme ad una soluzione salvaguardando l’essenziale, ossia la buona relazione tra noi. Mettendo al centro dell’interesse il noi, ne scaturisce che arriviamo a prendere una decisione che potrebbe non essere oggettivamente la migliore, ma si è rimasti in quel clima d’accettazione e fiducia reciproca che fa crescere l’unità tra noi molto più della decisione stessa, per quanto buona possa essere. La decisione migliore che possiamo prendere, al di là di quale sia il problema da risolvere, è sempre quella presa insieme, perché le decisioni magari oggettivamente migliori, ma prese da soli, servono solo a risolvere una situazione concreta, ma limitata a se stessa.

Sarà vero?

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